New Order share new single ‘Restless’

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New Order have shared their new single ‘Restless’, the first track from their upcoming new album.The band will release new album ‘Music Complete’ on September 25, featuring The Killers’ frontman Brandon Flowers guesting on album closer ‘Superheated’. La Roux and Iggy Pop will also appear on the LP.

The album is the first the band have recorded since bass player Peter Hook left in 2007 and will feature the return of keyboard player Gillian Gilbert. ‘Music Complete’ will also be the band’s debut output on new label Mute.

 
Speaking to NME about the album earlier this year, Bernard Sumner said the group had put their guitars away and returned to a more original New Order sound.“It’s an electronic-sounding album, dance-based but not housey,” he said.

The record was produced by New Order with additional work from Stuart Price (‘Superheated’) and the Chemical Brothers’ Tom Rowlands (‘Singularity’ and ‘Unlearn This Hatred’).

New Order recently confirmed details of an upcoming UK tour. The short run in November will include gigs in London, Glasgow, Liverpool and Wolverhampton.

The tracklisting for ‘Music Complete’ is as follows:

‘Restless’
‘Singularity’
‘Plastic’
‘Tutti Frutti’
‘People On The High Line’
‘Stray Dog’
‘Academic’
‘Nothing But a Fool’
‘Unlearn This Hatred’
‘The Game’
‘Superheated’

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Toy Division: Plush doll series features music icons like Ian Curtis, David Bowie, Iggy, Bjork and more

A few months ago someone created a line of knitted Morrissey dolls, and the world went nuts. Now with about six months or so until Christmas, a massive series of plush dolls has started circulating online, crafted from the imaginative and creative mind of Brazilian based illustrator and toy designer Josmar Madureira.

As Dangerous Minds notes, Madureira was featured in the book Toy Land and is “a self-described addict of artifacts such as old cartoons, ’60s psychedelia and pop art among other cool pursuits.”

His interest, naturally, extends to musical icons. Madureira works under the moniker of “Katkiller,” and has compiled a line of plush dolls that depict music legends from David Bowie and Joy Division’s Ian Curtis to Amy Winehouse and Bjork. There are also dolls of Joan Jett, Freddie Mercury, Lemmy, Kurt Cobain, Sid Vicious, Robert Smith, and many others.

The dolls range in price from $30 to $35, converted from Brazilian Real, which is a pretty good deal. Check out his full online store here, and get shopping before everyone else does.

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© Vanyaland

Dal disordine al nuovo ordine: intervista a Peter Hook

Peter Hook ha attraversato più di tre decadi di alternative britannico con due delle band più rappresentative della musica inglese dalla fine anni Settanta ad oggi, Joy Division e New Order. Negli anni Novanta si è fatto carico nella sua Manchester della gestione dello storico club “The Hacienda” (quello dove iniziarono a suonare gli Smiths tanto per dire), contribuendo a creare terreno fertile per la nascita della Mad-chester che avrebbe dato i natali agli Stone Roses prima e agli Oasis poi. Da qualche anno, più precisamente dal litigio brutale con Bernard Sumner (chitarrista di Joy Division e New Order), porta live da solo in giro per il mondo la storia delle band di cui è stato membro e fondatore, un’eredità che lui stesso ammette di cominciare a comprendere soltanto ora e che l’ha portato da poco a redigere Unknown Pleasures: Inside Joy Division, best seller nel Regno Unito e tradotto anche in Italia.

Il 24 Luglio “Hooky” torna nella sua amata Roma, all’Andrea Doria Concert Hall di Tor di Quinto, per eseguire un personale best of dei due gruppi che hanno definito la sua vita: capire il senso di questa indefessa attività concertistica incentrata sul revival del passato (è praticamente in tour mondiale da almeno 6 anni) e comprendere il rapporto ormai viscerale tra lui e l’Italia sono i motivi per cui da tempo desideravo intervistarlo.

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Parafrasando il titolo di uno dei più celebri album dei New Order, Power Corruption & Lies, che porti in tour per il mondo da mesi nel ventennale della sua composizione, quale credi sia ancora il valore di parole quali «potere, corruzione e bugie» nella società di oggi?

È abbastanza divertente che tu mi chieda proprio questo, perché furono prese dal retro della copertina di un libro. Era la descrizione di 1984 di George Orwell, sembra profetica ancora oggi. È un libro davvero potente e dal momento che stavamo registrando il disco mentre leggevo il libro, le due cose per me si intrecciarono. Ad essere onesto, come band – oltre a non esserci mai davvero interessati ai titoli – non eravamo così al corrente degli intrighi politici di quei tempi, era un periodo più disimpegnato per noi, perciò non sono sicuro che il titolo, benché risuoni emblematico ora per il gruppo, rappresentasse un grande messaggio quando registrammo. Ciò non toglie però che sia un motto emblematico preso da un libro di una forza straordinaria e ha resistito alla prova del tempo. «Il potere corrompe e il potere assoluto corrompe assolutamente» come dice Lord Acton; ciò che è triste riguardo la vita è che nasci ingenuo ed innocente con tutte le tue illusioni su come la vita dovrebbe funzionare, ma sfortunatamente la verità è una fitta ragnatela di bugie.

Sia con i Joy Division sia con i New Order avete dato vita a dei concept album di un’intensità assoluta, celando numerose allegorie dietro ad un semplice disco. Oggi la maggior parte della musica è invece concepita come un divertimento preconfezionato e artificiale pronto per la televisione: qual è il tuo atteggiamento rispetto a questo stato delle cose?

Ogni show che non dimostra alcun talento originale mi lascia sicuramente indifferente e tutto ciò che è fatto puramente per soldi, da punk quale sono, mi lascia l’amaro in bocca. Quando iniziammo era tutto nell’essere parte del momento e nell’essere sinceri verso se stessi e verso la musica. Riflettendo, da allora ad oggi tutto è diventato uno spiacevole susseguirsi di affari e speculazioni, soprattutto quando la televisione decide di farsi “promotrice” della musica. Lì sta la fregatura! Questi show sono per la TV e non per la musica e si basano sulla visione compulsiva. Questi programmi non celebrano la musica, celebrano solo la televisione stessa.

Fai tour mondiali, dj sets, gestisci svariati locali e scrivi addirittura libri: sei un musicista impegnato! Quali sono i tuoi prossimi progetti per diffondere la musica e la cultura della musica?

Sono molto vicini in realtà questi progetti, sembra infatti che con i The Light (il gruppo che da anni lo accompagna nei tour dedicati a Joy Division e New Order n.d.a.) si possa presto pubblicare nuova musica e non vedo l’ora di comporre in gruppo ancora. Devo ammettere che suonare il materiale vecchio è un “colpevole piacere”, soprattutto quei brani non diffusi per così tanti anni, mi credo sia giunto il momento per del materiale nuovo; la cosa interessante è che Tony Wilson e Rob Gretton (storici produttori / manager dei Joy Division) mi hanno sempre detto che la miglior canzone che stai per scrivere è la prossima, perciò vado avanti così.

La tua relazione con l’Italia si sta facendo sempre più intensa: negli ultimi tre anni ho assistito almeno a cinque tuoi concerti e due dj set solo qui a Roma e so che lo scorso anno hai coronato il Capodanno sul palco a Bologna in Piazza Grande. Ora ancora un nuovo concerto a Roma. C’è un legame particolare tra te e il pubblico italiano?

Sì, sicuramente c’è, perché gli italiani hanno fatto così tanti bootlegs che suonare in Italia è l’unico modo per chiedergli i soldi dei diritti! (ride n.d.a.) Scherzi a parte, il pubblico qui è sempre straordinario e molto recettivo, credo che il nostro sound, soprattutto con i New Order, si trovi a suo agio con la mentalità italiana. C’era un sound molto chic, alla moda, nel nostro materiale degli anni Ottanta che mi sembra sia sempre stato accolto benissimo in Italia. La notte di Capodanno a Bologna, dove abbiamo suonato davanti a ventimila persone nella Piazza centrale, è stata eccezionale. Sono stato invitato direttamente dal sindaco e sono venuto con la mia famiglia, è stato fantastico. Bologna ha la reputazione della “Manchester d’Italia” e sapevano tutti così tanto sulla nostra musica che mi sono sentito davvero a casa. Poi l’Italia ha una tradizione per le Arti ed un paesaggio straordinari; forse è difficile arrivare al cuore della gente ma quando ci arrivi ce l’avrai probabilmente per sempre. Mi hanno detto che si dice far parte di “una grande famiglia” (lo dice in italiano n.d.a.). Beh, me ne sento parte!

A proposito di bootleg, l’ultima domanda da letterato: so che esiste un bootleg piuttosto raro dei Joy Division di matrice italiana intitolato Dante’s Inferno, lo conosci? C’entra niente con con l’immagine tratta dal cimitero di Staglieno sulla copertina di Closer?

Lo conosco, e ce l’ho pure! È molto ricercato quel bootleg. Non so altro. Fa strano che i bootlegs fossero quasi tollerabili quando i dischi si vendevano, mentre oggi sono o una totale seccatura o oggetto di culto per collezionisti. Quanto all’immagine crepuscolare di Staglieno, Pete Saville (il fotografo) la scelse come omaggio alla bellezza dell’Italia, alla tradizione della vostra Arte.

© Giulio Pantalei & Dudemag

Peter Hook, dalla Factory Records ai Joy Division, fino al Resistance is Techno a Roma.

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Rivivere il passato pur bevendo il presente. A tutti gli effetti Peter Hook può descrivere questa frase, voce e basso della sua prima band, i Joy Division, rimane energeticamente devoto alla sua musica, alle sue creazioni, al rock and roll e ai vecchi tempi. Non solo con la sua nuova band chiamata The Light, ma anche suonando come DJ in giro per il mondo. Il suo essere presente sulla scena, guardando al passato dei suoi oltre 30 anni di carriera da musicista, lo ha visto ridefinire il suo ruolo ed ispirare così innumerevoli giovani bassisti nel suonare i classici come Love Will Tear Us Apart, Atmosphere, Ceremony, Blue Monday, Temptation, Faith, Bizarre Love Triangle e molti altri ancora. I Joy Division e la Factory Records continuano ad essere citati come fonte di ispirazione da innumerevoli band contemporanee ma anche dj, lo sono ad esempio i The Chemical Brothers e Hot Chip. Quando Peter Hook e i suoi colleghi aprirono alla Factory Records il locale La Hacienda nel 1983, sia il locale come la direzione musicale della band trovarono ispirazione dal mondo del djing, dai clubbers e dai promotori durante l’ascesa della musica dance anni ’80 e ’90, diventando giustamente i pionieri della club culture come la conosciamo noi oggi.

Venerdì 24 luglio per la rassegna estiva di Resistance Is Techno arriva nella capitale Peter Hook. A seguire, però, un’altra grande firma della musica, l’aftershow in compagnia di Speedy J,  uno dei personaggi più influenti della techno europea. Assieme a lui: Asmyptote e Luciano Lamanna, per l’ultima data mensile di Resistance is Techno.

New Order: Power, Corruption & Lies

In the third of the Sounds of a City series, Colleen Murphy lifts the lid on New Order’s Power, Corruption and Lies and its relationship to Manchester. Speaking to the likes of Peter Hook, Stephen Morris and Peter Saville, we breakdown the components of an album that fused punk and dance, art and experimentation, technology and rock, to create something for a new generation of tech-savvy music-philes to get their teeth into. A Certain Ratio’s Martin Moscrop and The Charlatan’s Tim Burgess discuss this perfect blending, whilst 808 State’s Graham Massey contemplates the fact that Manchester has more in common with New York than it does with any other British city. A story that may sound familiar, but with New Order were stepping out from the shadows of Joy Division the idea of experimentation is amplified and braver, and may not have even worked. And then there was that album cover.

Following our forays into Sheffield and Liverpool, we step into Manchester’s world. A world so synonymous with factories, dance music, and Tony Wilson, but it starts showing us its many juxtapositions; from the pastoral to the industrial, the punk pogo to the acid house dance floor. There are always two sides to every story.